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La zecca del cane e del gatto: tutto quello che devi sapere

La zecca del cane e del gatto: tutto quello che devi sapere

È tra gliospiti indesideratiche, soprattutto d’estate, possono attaccare i nostri amici a 4 zampe. La zecca del cane e del gatto è infatti un parassita in cui gli animali domestici possono imbattersi molto facilmente: in giardino, al parco o durante una gita in campagna

In genere, le zecche non sono selettive sull’organismo da parassitare e possono scegliere tra diverse specie, incluso l’uomo

Il loro parassitismo è causa di trasmissione di diverse malattie. Per questo dobbiamo imparare a conoscerle per proteggere i nostri pet.

Che cos’è la zecca nei cani e nei gatti

Le zecche sono artropodi compresi nella classe degli aracnidi, la stessa di ragni, acari e scorpioni. 

La zecca è un parassita esterno di piccole dimensioni, variabili da qualche mm a circa 1 cm, munite di otto zampe. Il corpo della zecca è ovale ed appiattito. La testa, non riconoscibile, è munita di un apparato boccale (detto rostro) in grado di perforare la cute e succhiare il sangue degli ospiti. 

Possono essere munite di scudo rigido dorsale Ixodidi (zecche dure) o prive Argasidi (zecche molli).

 

Le zecche: le principali specie e la loro diffusione

Le zecche sono diffuse in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie. 

Le più diffuse, sia in Italia che in Europa, sono Ixodes ricinus (zecca dei boschi) e Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane). La zecca dei boschi prospera in presenza di clima fresco e umido. La zecca del cane frequenta maggiormente zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. 

Indipendentemente dalla specie, gli stadi evolutivi sono gli stessi. La schiusa delle uova di zecca dà vita alle larve, che si evolvono dapprima in ninfe e successivamente in esemplari adulti. Il ciclo biologico delle zecche su cane e gatto può compiersi su un solo ospite oppure su due o tre ospiti diversi.

Le zecche non volano e non saltano, ma si appostano sulle estremità degli arbusti o dei fili d’erba. Aspettano il passaggio di un animale o di una persona per attaccarsi e avanzare fino a raggiungere un punto caldo del corpo, dove nutrirsi di sangue. 

Così ancorate, le zecche iniziano a succhiare il sangue e nutrirsi per alcuni giorni. Una volta sazie, si staccano dall'ospite lasciandosi cadere sul terreno. 

Il morso, in genere, non viene nemmeno avvertito, poiché le zecche emettono una sostanza leggermente anestetica. Ma è proprio in questo momento che possono trasmettere diverse malattie come Rickettsiosi, Ehrlichiosi, malattia di Lyme, Babesiosi, Anaplasmosi.

 

Puntura di zecca sul cane e sul gatto

La zecca tende ad insediarsi maggiormente su testa, collo, gambe e negli spazi interdigitali, dove può restare attaccata da alcune ore a diversi giorni.  

La rimozione deve avvenire prima possibile per ridurre il rischio di trasmissione delle malattie.

Zecca cane

 

Come togliere una zecca al cane

Trovandosi sottopelle, il modo migliore per togliere una zecca al cane è utilizzare una pinza.

Posizionando la pinzetta parallela alla cute, si afferra saldamente il rostro della zecca tirando lentamente e saldamente. Le parti del rostro che rimangono infisse devono essere rimosse. 

Dopo la rimozione, è importante disinfettare la parte. Nei giorni successivi, è bene controllare che non si formino pomfi nell’area del morso.

Se il nostro animale non si sente bene nelle settimane o nei mesi successivi alla rimozione, è bene rivolgersi al veterinario e informarlo della precedente puntura di zecca. 

 

Punture di zecche sui cani: i sintomi sul lungo periodo

I sintomi di alcune malattie non sempre compaiono subito dopo la puntura. Quindi anche un morso avvenuto mesi prima deve essere menzionato al veterinario. 

Questa informazione potrebbe essere fondamentale per la diagnosi. Se a seguito di un morso di zecca il tuo pet presenta sintomi come fatica, perdita di appetito, zoppia o non è vivace come al solito, è meglio portarlo dal veterinario.

 

Zecche su cani e gatti: come prevenirle

Solo con un corretto e costante utilizzo di antiparassitari è possibile prevenire le zecche del cane e del gatto

Cani e gatti dovrebbero essere sottoposti a trattamenti con prodotti repellenti contro le zecche tutto l’anno. E, in maniera ancora più scrupolosa, nella bella stagione col rialzo delle temperature. 

Esistono in commercio molti prodotti contro le zecche. I più comuni sono in formulazione shampoo, spray, spot on, collari e di ultima generazione in compresse.

 

Come utilizzare gli antiparassitari

Bisogna però fare attenzione nell’utilizzo degli antiparassitari tra cane e gatto. Non tutti i prodotti per cani sono infatti utilizzabili nel gatto. Spesso possono essere molto nocivi, anche mortali. 

Ecco alcuni consigli utili per un corretto utilizzo:

  • Gli spot on si applicano nella zona interscapolare, in prossimità della nuca in modo che l’animale non si lecchi. Vanno utilizzati almeno 48 ore dopo l’ultima toelettatura, in quanto sfruttano il grasso cutaneo per diffondere il loro effetto;
  • Lo spray va applicato solitamente spruzzandolo sulla mano (attenzione quindi ad indossare i guanti), per poi massaggiare il prodotto sulla cute del cane;
  • I collari si caratterizzano per l’azione di lento rilascio dei principi attivi, garantendo una copertura che va dai 6 agli 8 mesi;
  • Le compresse vengono somministrate per bocca. In tal modo, i principi attivi vengono assorbiti nel sangue e si distribuiscono a tutti gli organi. Uccidono le zecche solo dopo che queste hanno punto, entrando così in contatto con il principio attivo.

 

Best practice per prevenire le zecche

Inoltre, è possibile prevenire le infestazioni da zecche su cani e gatti seguendo alcuni accorgimenti:

  • Eliminare dal proprio giardino l’habitat delle zecche tagliando regolarmente l’erba, rimuovendo le foglie e potando i cespugli.
  • Evitare l’erba alta e il sottobosco, tenere il proprio animale lontano da questi “vivai” di zecche;
  • Se ha frequentato posti a rischio, verificare l’eventuale presenza della zecca sul cane controllando attentamente su tutto il corpo. Durante la bella stagione è bene farlo anche dopo una semplice passeggiata, seppur nel parchetto sotto casa. Passare le dita attraverso il pelo alla ricerca di eventuali rigonfiamenti, controllare in modo particolare gli spazi interdigitali, l’inguine, ascelle e l’area dietro le orecchie;
  • Nell’eventualità di presenza di zecche in ambienti domestici o nel giardino di casa, è necessario intervenire subito per eliminare il problema con prodotti specifici per l’ambiente, di solito in formulazione spray o polveri da nebulizzare.

 

Zecche del cane nell’uomo: i rischi

Anche l’uomo può essere una “vittima” occasionale delle zecche e, come gli animali, può contrarre malattie di cui queste sono vettrici.

Anche per l’uomo valgono le stesse regole che per i nostri animali:

  • In caso di morso, togliere la zecca il prima possibile;
  • Disinfettare la parte con acqua ossigenata, alcool o soluzioni a base di iodio;
  • Tenere sotto controllo la parte per circa un mese. Se compare un rossore che tende ad allargarsi o una febbricola , contattare subito un medico. 

Esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o almeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia. In generale, è consigliato:

  • Indossare abiti chiari che rendono più facile l’individuazione delle zecche, coprire le estremità (soprattutto inferiori) con calze chiare, utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello;
  • Evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta, specie se sono aree frequentate a pascolo;
  • Vaporizzare il corpo con prodotti repellenti;
  • Dopo un’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi;
  • Scuotere ed eventualmente spazzolare gli indumenti, per poi lavarli ad una temperatura di almeno 60 gradi;
  • Evitare antibiotici per uso sistemico nel periodo di osservazione, perché potrebbe mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi.

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